Lo scaldabagno è un elettrodomestico che oggi abbiamo tutti nelle nostre case, la sua funzione principale è quella di riscaldare l’acqua che utilizzeremo poi per l’acqua calda sanitaria. In questo articolo vediamo insieme quale modello di scaldabagno scegliere, le caratteristiche, la collocazione e quando bisogna sostituire lo scaldabagno.
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Quale modello di scaldabagno scegliere?
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Dove collocare lo scaldabagno?
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Quando sostituire uno scaldabagno?
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Quanto costa la sostituzione dello scaldabagno?
Quale modello di scaldabagno scegliere?
Ci sono diverse tipologie di scaldabagno che puoi trovare sul mercato, che soddisfano le esigenze di tutti, rispettano l’ambiente e sono creati con le più innovative tecnologie. Tra i modelli più comuni vi sono lo scaldabagno elettrico ad accumulo, lo scaldabagno elettrico istantaneo, e lo scaldabagno a gas.
- Lo scaldabagno elettrico ad accumulo, immagazzina l’acqua in un serbatoio che in circa quattro ore viene riscaldata, all’interno del serbatoio l’acqua mantiene una temperatura costante tra i 35 e i 60 gradi all’incirca e la temperatura viene controllata tramite il termostato. Il vantaggio nella scelta di questo modello riguarda la riduzione dei costi rispetto ad altri modelli, anche se i consumi energetici sono elevati e uno scaldabagno di questo tipo è piuttosto ingombrante. Questa tipologia inoltre è caratterizzata dall’effetto joule, ovvero la serpentina del boiler genera calore grazie all’alimentazione mediante energia elettrica.
- Lo scaldabagno elettrico istantaneo, a differenza di quello ad accumulo, non immagazzina l’acqua ma la riscalda soltanto quando questa viene effettivamente utilizzata e dopo circa dieci secondi la temperatura dell’acqua arriva fino a 40 C°. Non è presente un serbatoio e rispetto allo scaldabagno ad accumulo, è più conveniente se vuoi risparmiare in termini di spazio e di costi, per quanto riguarda sia l’acqua che l’energia elettrica.
- Sicuramente più costoso anche se consuma di meno è lo scaldabagno a gas, il funzionamento è semplice, quando si apre il rubinetto, l’acqua viene sottoposta ad un processo di decompressione che permette l’apertura di una valvola che farà arrivare il gas agli ugelli. Il gas attiva la fiamma pilota (che rimane sempre accesa) e passando attraverso i tubi si riscalda. La fonte di energia utilizzata dagli scaldabagni elettrici è il gas metano o a GPL. Inoltre, questo modello di scaldabagno può anche essere a condensazione, ovvero che sfrutta una significativa parte del calore condensato dal vapore acqueo dei fumi di scarico, infatti l’acqua viene scaldata grazie al calore generato dal processo di combustione.
- Oltre questi modelli piuttosto comuni esiste anche lo scaldabagno a legna che oggi ormai viene utilizzato solo in particolari condizioni, ad esempio in mancanza dell’energia elettrica o della fornitura del gas, funziona ad alimentazione solida ed il calore si ottiene bruciando della legna che genera energia termica e tramite l’utilizzo di uno scambiatore, la trasferisce all’ acqua. La legna viene bruciata nel fornello posto sotto il serbatoio. Il vantaggio è il risparmio, è infatti molto economico e sono sufficienti soltanto due cariche di legna al giorno per il riscaldamento totale dell’acqua.
- Un’ ultima tipologia è lo scaldabagno a pompa di calore, con il termine pompa di calore intendiamo un circuito chiuso costituito da un evaporatore, da un compressore, da una valvola di espansione e da un condensatore. La fonte di energia che viene sfruttata è chiamata sorgente fredda e può essere l’aria, l’acqua o il terreno. Per quanto riguarda la generazione di calore, questo processo avviene tramite canalizzazioni o ventilconvettori. Nonostante come modello sia poco conosciuto, è una tipologia che consente di rispettare l’ambiente e di risparmiare sui costi di gas ed energia elettrica.
Dove collocare lo scaldabagno?
Solitamente lo scaldabagno si colloca in bagno o all’esterno (ad esempio sul balcone o sul pianerottolo del condominio). Nel caso in cui deciderai di posizionarlo sul balcone dovrai comprare un box antigelo per proteggerlo dalle intemperie, ma esistono in commercio anche degli scaldabagni che vanno collocati all’interno, come quelli posti sottolavello o sopralavello. Questi sono prodotti di ridotte dimensioni che possono essere installati in spazi molto piccoli, se lo si andrà a collocare in bagno, il posto migliore è accanto alla lavatrice o alla vasca da bagno per permettere all’acqua di attraversare i tubi velocemente e non disperdere molto calore. Una volta scelto dove collocare il nuovo apparecchio dovrai capire come si monta e come si installa uno scaldabagno.
Quando sostituire uno scaldabagno?
Ci sono tre ragioni principali per sostituire uno scaldabagno: se è rotto e non può più essere riparato, soprattutto se vi sono molti componenti il cui ricambio ha un costo dispendioso; se è vecchio quindi ha un calo di prestazioni e sarebbe meglio sostituirlo con dei modelli più nuovi che permettono un maggiore risparmio energetico; se si vuole cambiare modello perché ci si rende conto che il proprio non è più conveniente in materia di costi complessivi, e si potrebbe cambiarlo con una tipologia che utilizza un combustibile meno caro.
Quanto costa la sostituzione dello scaldabagno?
Il prezzo medio di uno scaldabagno elettrico si aggira tra gli 80 e i 130 euro, se è di medio-basso volume (30 litri) mentre sale a 110-280 euro se il volume è maggiore (80 litri). Il costo della sostituzione di uno scaldabagno a gas si aggira tra i 70 e i 250 euro. In questa stessa fascia di prezzo è da considerarsi anche il costo della manodopera dell’idraulico specializzato che svolgerà la sostituzione e l’installazione del nuovo impianto.
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